venerdì 19 novembre 2010

"Guerriero della luce. Vita di Paulo Coelho" (Fernando Morais)

Chi mi conosce sa che l'associazione Andy-Coelho viene fatta da ormai più di 7 anni. Ho letto quasi tutti i libri di Coelho (penso mi manchino 2 o 3) e alcuni gli ho addirittura riletti.
Il primo suo libro che ho letto è stato "L'Alchimista", ed è anche stato quello che ho riletto 3 volte. L'ho trovato un libro fantastico, che ti stimola ad andare avanti, ad ascoltare il proprio cuore, a gioire per le piccole cose e a prestare attenzione al Mondo (sì, con la M maiuscola).

Prima di leggere "Guerriero della luce. Vita di Paulo Coelho", sapevo già un po' di cose sulla sua vita: che è stato rinchiuso in un manicomio, che ha fatto uso di droghe, che è stato il classico hippy degli anni '70, che come tutti gli artisti ha sempre trovato delle insoddisfazioni nella vita, anche quando aveva (quasi) tutto.

Questo libro però mi ha rivelato tantissime cose in più. Il libro racconta tutta la sua vita da quando è nato fino ad oggi, integrando il racconto con frammenti dei diari di Paulo, con foto e altri documenti che attestano la verità dei fatti raccontati.

Ci sono certi passaggi del libro (e quindi della vita di Coelho) che ho letto più in fretta che ho potuto, perché non accettavo quello che leggevo, né mi piaceva scoprire che l'autore che ho sempre stimato con tutto il cuore fosse stato in grado di fare certe cose (vedi patti col diavolo ecc.). Non vedevo l'ora di arrivare al periodo in cui ha cominciato a pubblicare i libri che io ho letto e apprezzato.

Vi chiederete se ho cambiato idea su di lui, sui suoi libri, sui concetti che lui esprime e diffonde. Beh...sì. O meglio, altre mille domande hanno preso vita. Continuo ad apprezzare le opere del Coelho della maturità (a partire dai 40 anni) e mi astengo sul Coelho precendente a quell'età. Mi astengo perché ha vissuto nel Brasile degli anni '70, sotto la dittatura ma abbracciando gli ideali degli hippy (quindi uso di droghe, liberazione sessuale, no rules ecc.) Ciò non lo giustifica, no no. Anche perché la sua ribellione e inettitudine parte dalla sua infanzia. C'è da dire però che non ha avuto nemmeno dei genitori che lo abbiano aiutato a seguire la sua passione (anzi gli hanno sempre imposto cosa fare - sono stati loro a rinchiuderlo nel manicomio perchè "non si impegnava in niente").

In più, si sa che ogni artista è un po' inetto. E sopratttutto per questo, non ho intenzione di analizzarlo o criticarlo.
Coelho è stato ed è una persona interessante, a cui sono successe cose che a pochi succedono nella vita (non le elenco qui, ma fidatevi che ce ne sono una miriade). Ha sempre avuto un solo sogno permanente, un sogno che lo ha reso sempre infelice finché è riuscito a realizzarlo: diventare uno scrittore famoso e letto in tutto il mondo. Ha usato tutti i metodi per farcela, e ce l'ha fatta. Come? La vicenda è piena di mistero, come la sua intera vita.

Dopo aver conosciuto la vita di Coelho, sarebbe quasi da rileggere tutti i suoi libri e reinterpretarli alla luce di quanto scoperto. Sono rimasta sorpresa scoprendo che tutti - e dico tutti - raccontano, almeno in parte, un po' di lui e del suo passato. Man mano che andavo avanti con la lettura di questa biografia, riconoscevo i passaggi che avevo già incontrato nei suoi libri (anche se a volte leggermente modificati). Ciò vuol dire che il passato di Coelho (così complicato e caotico) è ancora vivo dentro di lui, ed è stato usato per crescere, migliorarsi, imparare.

Ah, una cosa buffa è che Coelho non è mai stato apprezzato dalla critica brasiliana, ma è sempre - e da subito - stato amato dal pubblico. Mentre la critica lo bastonava, il pubblico lo esaltava. I primi chiamavano i suoi libri "racconti banali, favolette da nulla per asini e creduloni" [ho messo insieme varie affermazioni fatte da giornalisti e critici], i secondi ne facevano un vero insegnamento di vita. I critici erano un centinaio, i lettori più di 100,000,000.


P.S.: Questo libro mi è stato regalato da un'amica. Non so se lo avrei comprato di mia spontanea volontà (ha quasi 600 pagine, e di solito le biografie non sono particolarmente accattivanti); in ogni caso, l'ho "divorato" in meno di 3 settimane...
Ci tenevo a pubblicare questo post, perché si tratta di un autore che ho sempre seguito e consigliato. In qualche modo, ha contribuito ad un pezzettino della mia personalità.

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